Confronto a Caserta con il governatore De Luca. Apprezzate le proposte di Confartigianato

Luca Pietroluongo (Confartigianato Caserta)

Il segretario di Confartigianato Campania, Luca Pietroluongo, nel corso di un confronto a Caserta con il governatore della Regione, Vincenzo De Luca, ha presentato un documento sulle questioni del settore, le prospettive e le proposte. De Luca ha apprezzato la nota dell’associazione,  annunciando la volontà di incontrare a stretto giro di tempo i vertici regionali di Confartigianato.

Ecco il documento:

“Tradizione ed innovazione, bastano questi due sostantivi per spiegare cosa sia l’artigianato in Campania. Un comparto che sta cercando di resistere ai colpi inferti dalla crisi economica e che continua a rivestire un ruolo di primo piano nei processi economici e di sviluppo delle cinque province.

I numeri lo dimostrano plasticamente: sono 71.247 le imprese artigiane registrate in Campania che costituiscono il 12,6% delle realtà imprenditoriali. Gli occupati nelle aziende artigiane regionali raggiungono quota 114.664. Questo significa che una persona su dieci in Campania lavora nel nostro comparto.

E – dato da sottolineare – è corposa la percentuale di attività guidate da giovani e da donne. Una conferma della voglia di mettersi in gioco, sfruttando il proprio talento o ereditando la tradizione della famiglia. In ogni caso, le nostre produzioni piacciono. Tanto che è si registra una forte propensione all’export da parte degli artigiani campani. Il perché si trova proprio in quei due sostantivi: tradizione ed innovazione. Da una parte l’artigianato artistico e tradizionale rappresenta un marchio di qualità per chi compra, portando la Campania ad essere considerata al top per queste sue eccellenze. Ciò ripaga anche dei pregiudizi che siamo costretti a subire e che non hanno nulla a che vedere con la realtà. Ed in questo sono davvero da apprezzare le iniziative del governatore De Luca. Dall’altra, le imprese artigiane sono riuscite ad intercettare le sfide del futuro, sfruttando le nuove tecnologie nei vari campi di applicazione, senza mai abbandonare l’antica arte del “mestiere”.

La dinamica delle imprese artigiane nel 2015

La dinamica delle imprese artigiane nel 2015 fa registrare un saldo negativo dell’1,2% tra aziende che hanno chiuso battenti e quelle di nuova iscrizione. La Campania, comunque, ha il migliore tasso di crescita della Penisola, rispetto al 2014  quando il saldo era del -2,6%.  Tutto questo nonostante le difficoltà.

Il peso del prelievo fiscale

Le difficolt. Infatti, non mancano. Una micro-piccola impresa nel Sud ha un prelievo fiscale locale di 2.387 euro per addetto, 154 euro superiore alla media nazionale (+6,9%) e nelle Isole è pari a 2.236 euro per addetto, 3 euro superiore alle media nazionale (0,1%). Le tasse locali si soffocano con un più 8,9% rispetto ad altre realtà del Paese.

Il sommerso

A ciò c’è da aggiungere la piaga del sommerso. Il 21,4% delle imprese campane è esposta alla concorrenza sleale del sommerso. In questo, siamo la seconda regione d’Italia. In testa alla classifica s’attesta la Calabria con il 22,9%, un dato quindi di poco superiore al nostro. Di pari passo, cammina il rischio derivante dalla contraffazione. Qui l’incidenza è del 18,5%. Tale situazione – ci sia consentito – di certo non è stata aiutata dalla scelta della Regione da noi contestata di Abolire il Registro delle Imprese Artigiane. Prendendo a prestito le parole del presidente di Confartigianato Campania, Ettore Mocella,  ribadisco che la nostra non è una battaglia di retroguardia. Anzi, siamo stati noi per primi a spingere per la sburocratizzazione del settore, ponendoci in modo innovativo al fine di rendere la vita meno difficile agli artigiani. E, infatti, abbiamo sostenuto la necessità di sopprimere le commissioni provinciali e regionale, dove figuriamo tra i componenti. Ma la strada scelta dalla Regione non fa altro che determinare una situazione di confusione, quando, al contrario, si poteva realizzare un’autentica rivoluzione per tutelare il comparto e snellire le procedure.

IL FUTURO

L’accesso al credito

Da pragmatici, come si conviene ad un imprenditore, pensiamo al futuro, pensiamo al da farsi. Ci serve un mano per l’accesso al credito. Le recenti dinamiche dimostrano quanto sia complicato ottenere prestiti per le imprese artigiane del Mezzogiorno e, in modo particolare, della Campania. Analizzando la distribuzione regionale dei prestiti all’artigianato, si evidenzia che il Centro-Nord assorbe l’83,5% e al Sud va il restante 10,7% sul totale dei prestiti all’artigianato, di cui in Campania solo il 2,3%. C’è bisogno di strumenti di credito alternativi più robusti di quelli esistenti.

L’alternanza scuola-lavoro.

Alla Regione chiediamo maggiore coinvolgimento in quelle che sono le scelte riguardanti il nostro comparto. Possiamo immaginare di supportare i progetti di alternanza scuola-lavoro, anche per mitigare la piaga dell’abbandono prematuro della scuola. Nel nostro sistema scolastico, sono rarefatte le occasioni di contatto con il mondo del lavoro durante il periodo scolastico, evidenziando il divario tra percorsi di apprendimento e competenze richieste dalle imprese e rendendo più difficile l’ingresso sul mercato del lavoro. In Italia i giovani under 25 impegnati in un percorso formativo scolastico o lavorativo sono il 64,7% della popolazione di riferimento, di cui solo il 2,2% è in formazione e nello stesso tempo occupato mentre supera un quarto del totale (26,4%) in Germania, seguita dal Regno Unito con il 20,7%, la Francia con il 13,1% e la Spagna con il 5,4%; il dato italiano è inoltre di gran lunga inferiore al 14,1% della media Ue 28.

La sburocratizzazione

Abbiamo apprezzato non poco la sua volontà di imporre nuovi ritmi agli uffici della Regione. Credo che questo sia uno dei capitoli per i quali gli imprenditori chiedono interventi urgenti. Il tempo che si passa tra le carte e gli uffici è diventato estenuante. Se provassimo a calcolare le giornate lavorative, s’arriverebbe a cifre importanti. Di qui, la richiesta di fare presto e, magari, immaginare uno sportello che possa mettere in connessione in vari attori istituzionali anche per ottenere la più banale delle autorizzazione.

La nostra domanda

 

Nella speranza di aver reso ben chiaro il quadro del nostro comparto in Campania, chiediamo al signor Governatore quali percorsi eventualmente immagina per supportare l’artigianato in Campania? In tal caso, prevederà una fase d’ascolto dei diretti interessati per conoscerne le esigenze? Noi Le promettiamo cose concrete. Niente libro dei sogni e niente lista della spesa”.